TRIO

 

TOMMASO LONQUICH clarinetto

 

UMBERTO CLERICI violoncello

 

CLAUDIO MARTINEZ MEHNER

pianoforte

 


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PROGRAMMI 

L'incanto dell'infanzia tra giochi e fiabe

- Mozart, Trio “Kegelstatt” (dei birilli) K498 per clarinetto, violoncello (orig. viola) e pianoforte  

- Beethoven, Trio “Gassenhauer” op. 11 per clarinetto, violoncello e pianoforte 

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- Schumann, Märchenerzählungen op.132 per clarinetto, violoncello (orig. viola) e pianoforte  

- Brahms, Trio Op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte  

 

Nei brani di Mozart, Beethoven e Schumann i temi della giovinezza, del gioco e della fantasia affiorano dal mondo dei ricordi. Il trio “dei birilli” di Mozart lancia liricamente un raffinato gioco musicale ripreso in Beethoven con humour, inventiva giovanile e una creatività ammiccante, quasi spavalda. Le fiabe di Schumann ci accompagnano in una rivisitazione poetica delle immagini scaturite dalla vivida fantasia dell’infanzia, e infine il capolavoro brahmsiano illumina di matura nostalgia il cortile della memoria.

 

Stagioni dell'anima: primavera, autunno

- Webern, Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op.11 

- Janácek, Pohadka per violoncello e pianoforte  

- Beethoven, Trio “Gassenhauer” op. 11 per clarinetto, violoncello e pianoforte  

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- Berg, Quattro pezzi op. 5 per clarinetto e pianoforte  

- Brahms, Trio op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte 

 

Tra ambizioni giovanili e memorie intrise di nostalgia, i brani si avvicendano disegnando un percorso tra due stagioni interiori. Webern, Beethoven e Berg, ancora alla ricerca della propria voce, disvelano la primavera della giovinezza con le sue vibranti speranze, preludio a stagioni espressive diverse e ricche. Con Janácek e Brahms si manifesta l’autunno della piena maturità, ancora animata da febbrili slanci creativi ma anche costellata da momenti di lirica malinconia.

 

Altro repertorio:

- Zemlinsky, Trio op.3 per clarinetto, violoncello e pianoforte  

Jörg Widmann, "Nachtstück", Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte 

e repertorio in duo violoncello-pianoforte e clarinetto-pianoforte




TOMMASO LONQUICH clarinetto

www.lonquich.com

 

Tra i più apprezzati musicisti della sua generazione, Tommaso Lonquich è uno dei più richiesti clarinettisti dei nostri giorni. Acclamato come “clarinettista formidabile" (Mundo Clásico), lodato per il suo “timbro sontuoso” e per la sua “costante maestria e passione” (Oberon’s Grove), Tommaso Lonquich è clarinetto solista nell’Ensemble MidtVest, innovativo gruppo da camera basato in Danimarca. È inoltre membro della prestigiosa Chamber Music Society of Lincoln Center a New York, con la quale si esibisce negli Stati Uniti e in tournée internazionali.

Partecipa a prestigiosi festival tanto negli Stati Uniti (Brevard Music Festival) come in Europa (Lockenhaus, Mecklenburg, Montepulciano, Santander, Dino Ciani, Cervo), Sud America (Rio Chamber Music Week) e Asia (Pacific Music Festival) collaborando con musicisti quali Carolin Widmann, Pekka Kuusisto, Enrico Bronzi, Umberto Clerici, Sergio Azzolini, Danusha Waskiewicz, Alexander Lonquich, Jeffrey Swann, Klaus Thunemann e i Quartetti Noûs, Zaïde e Mirus.

Tommaso Lonquich si è esibito nelle piú importanti sale del mondo, tra le quali Carnegie Hall e Alice Tully Hall (New York), Auditorio Nacional (Madrid), Gran Liceu (Barcelona), Salle Pleyel (Parigi), la Cappella Paolina del Quirinale (Roma), Tivoli (Copenhagen) e Suntory Hall (Tokyo). È stato protagonista di numerose dirette radiofoniche e televisive (BBC, RadioTelevision Espanola, Radio Clasica, Danish Radio, RAI Radio 3) ed ha partecipato a incisioni discografiche per DaCapo, CPO e Col Legno.

Appare regolarmente nel ruolo di primo clarinetto con varie formazioni orchestrali (Orchestra Leonore, Orchestra da Camera di Mantova, Aarhus Sinfonietta), collaborando con direttori come Zubin Mehta, Daniele Giorgi, Vladimir Ashkenazy, Fabio Luisi, Peter Eötvös, Giovanni Antonini e Leonard Slatkin.

Tommaso Lonquich svolge una continua ricerca sull’improvvisazione e sull’interazione con il teatro, che lo ha portato a collaborare con Peppe Servillo, Dan Colen, l’Odin Teater e Henrik Vibskov. Ha inoltre condotto laboratori di improvvisazione alla Juilliard School.

Ha svolto i suoi studi con Loren Kitt negli Stati Uniti, e in Spagna con Michel Arrignon, presso l’Escuela Superior de Musica Reina Sofia, dove nel 2009 riceve il premio come miglior clarinettista dalla Regina di Spagna. Si è inoltre perfezionato con Alessandro Carbonare e François Benda.

Tommaso Lonquich è un artista Schwenk & Seggelke e Buffet Crampon e suona strumenti storici ricostruiti da Soren Green.

UMBERTO CLERICI 

violoncello

www.umbertoclerici.com

 

Violoncellista solista, camerista, primo violoncello in orchestra, docente, progettista culturale: in queste cinque dimensioni si può riassumere la ricca personalità artistica di Umberto Clerici.

Nato a Torino, comincia a studiare violoncello a tre anni con il metodo giapponese Suzuki, per poi diplomarsi presso il Conservatorio di Torino con Antonio Mosca. Il successivo perfezionamento con Mario Brunello e David Géringas gli apre nuovi orizzonti verso le dimensioni della fantasia e del rigore.

Nel 2000 vince il concorso indetto dalle ICO-Istituzioni Concertistico Orchestrali e intraprende la carriera solistica. Viene poi premiato allo Janigro di Zagabria, al Rostropovich di Parigi, e nel 2011 al Čajkovskij di Mosca (unico italiano premiato nella storia del Čajkovskij oltre a Mario Brunello).

Nel frattempo, si esibisce come solista in Italia e all’estero con orchestre come la Filarmonica di San Pietroburgo, la Russian State Orchestra di Mosca, l’Orchestra da Camera di Mantova, la Philarmonia Wien, la Filarmonica di Zagabria, l’Orchestra della Toscana e in alcune delle più prestigiose sale da concerto tra cui la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Vienna, la Great Shostakovich Hall di San Pietroburgo e l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel 2012 esegue le Variazioni Rococo di Čajkovskij con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Valery Gergiev.

Accanto all’attività concertistica, la musica da camera e l’insegnamento sono da sempre parte integrante della sua attività. Entrato nel Trio di Torino nel 2001, ne farà parte per quasi 15 anni, suonando nel frattempo anche in numerose formazioni cameristiche occasionali (con Mario Brunello, Itamar Golan, Sergej Krilov, Louis Lortie, Claudio Martinez Mehner, Andrea Rebaudengo, Pavel Vernikov). A 23 anni diventa assistente al Mozarteum di Salisburgo, esperienza fondamentale nella sua crescita artistica.

Come primo violoncello, collabora con la Filarmonica Toscanini di Lorin Maazel e, per alcune produzioni, con la Filarmonica della Scala; passa poi al Teatro Regio di Torino, con cui collaborerà per quattro anni.

Nel 2014 vince il concorso per Primo violoncello alla Sydney Symphony Orchestra e quello per docente di Violoncello all'Università di Sydney. Inizia così una fase nuova il cui primo frutto è il progetto interdisciplinare sul Don Quixote di Strauss, che ha visto la luce nel 2017. 

Umberto suona due violoncelli: un Matteo Goffriller fatto a Venezia nel 1722 e un Carlo Antonio Testore realizzato a Milano nel 1758.  

CLAUDIO MARTINEZ MEHNER pianoforte

 

Nato in Germania nel 1970, Claudio Martínez Mehner inizia lo studio del pianoforte al Real Conservatorio de Música di Madrid con i professori Amparo Fuster, Pedro Lerma e Joaquín Soriano. Termina gli studi a Madrid nel 1989 con il titolo di Professore Superiore di Pianoforte e il Premio d’Onore.

Prosegue i suoi studi al Conservaotorio Tchaikovsky di Mosca, l’Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid, la Hochschule für Musik Freiburg (Germania), la Fondazione per il Pianoforte di Como (Italia) e al Peabody Conservatory a Baltimora (Stati Uniti) studiando principalmente con Dmitri Bashkirov, Vitalij Margulis e Leon Fleisher. Partecipa attivamente a “Master Class” impartite da Murray Perahia, Alexis Weissenberg, Karl-Ulrich Schnabel, Fou Ts’ong, Dietrich Fischer-Dieskau, Mstislav Rostropovich e altri.

È stato finalista nel concorso internazionale Paloma O’Shea di Santander (Spagna) ed ha vinto i primi premi nei concorsi internazionali della Fondazione Chimay (Belgio), di Pilar Bayona (Saragozza) e Dino Ciani (Teatro alla Scala, Milano).

Ha suonato come solista in tutta Europa, Stati Uniti, Russia, Corea e Giappone, con le orchestre Filarmonica di Monaco, Filarmonica di Mosca, Filarmonica del Teatro alla Scala, Scottish Chamber Orchestra, Filarmonica di Praga, Radio Svizzera Italiana, Norddeutsche Rundfunk, Filarmonica Ungherese e numerose orchestre spagnole.

Attualmente è professore alla Musikakademie di Basilea e alla Hochschule für Musik und Tanz di Colonia. Frequentemente impartisce corsi in Europa, Stati Uniti e Corea.